Il Festival delle Dimore Storiche del Friuli Venezia Giulia, organizzato dall’Associazione Dimore Storiche Italiana – Sezione FVG (A.D.S.I. FVG), promuove il patrimonio culturale, storico, artistico e paesaggistico delle dimore storiche private, abitate ancor oggi dai proprietari, che aprono le proprie case, giardini e parchi ai visitatori, facendo loro da guide per raccontare le storie suggestive di cui sono impregnate.
Rendi la tua esperienza al Festival ancora più speciale soggiornando in affascinanti dimore storiche del territorio.
Potrai scegliere tra eleganti residenze ricche di storia e charme come La Brunelde casaforte d’Arcano (Fagagna) e Villa Gallici Deciani (Montegnacco di Cassacco).
Lasciati avvolgere dall’atmosfera unica di questi luoghi e vivi il Festival in modo autentico.
Per verificare la disponibilità e prenotare il tuo soggiorno, visita la pagina della dimora che preferisci e clicca su “Pernotta da Noi”.
Accesso alle visite
La visita guidata alla dimora è offerta ai visitatori che aderiranno per donazione libera alla raccolta fondi (minimo €10 a persona, gratuita per minorenni accompagnati; titolari della tessera Socio ADSI e Amico delle Dimore Storiche; titolari di Disability Card; giornalisti accreditati da ADSI FVG), che serviranno a sostenere i progetti di valorizzazione turistica del patrimonio culturale privato di ADSI FVG.
Orari
Le visite e gli eventi verranno effettuati secondo gli orari specificati per ogni dimora.
Prenotazione obbligatoria su: visit.declaricini.it
In occasione del Festival, la Fondazione Attilio Maseri propone due visite guidate alla scoperta di Villa Florio Maseri: alle ore 10:30, a cura di Davide Sartori, e alle ore 15:30, a cura di Chiara Biscaro.
Foliage nel parco botanico di Villa Iachia
Prenotazione obbligatoria su: visit.declaricini.it
L’immaginifica geografia di Paolo Rumiz attraversa Alpi e Appennini come un’unica nave in movimento. Le sue parole si intrecciano al suono estemporaneo dell’handpan, tra variazioni e paesaggi interiori mutevoli.
Biglietto per il concerto 10€ – per la degustazione 10€
Prenotazioni a info@barocco-europeo.org
Tutte le info su www.barocco-europeo.org
Siete pronti a esplorare un nuovo approccio alla longevità che fonde saggezza ancestrale e scienza moderna? Ci attende un percorso affascinante, guidato da esperti di fama internazionale, che mette in discussione le convinzioni comuni e rivela un segreto supportato da solide ricerche: la qualità della nostra respirazione e la salute orale sono i custodi primari e potenti della vitalità cellulare.
Sarà con noi uno degli autori, il prof. Antonio Secchi di Milano, con più di 260 pubblicazioni all’attivo su riviste internazionali. Si occupa di Diabetologia, Obesità e Trapianti d’organo.
Prenotazioni rispondendo a questa mail (mailto:presidente@associazionelaprora.it)
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita si potrà visitare, nell’annesso rustico, la Mostra “Piante verdi e piante di pietra” dedicata alle prime incisioni scientifiche dei fossili vegetali dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti.
Alle ore 16.00 avrà luogo il concerto del New Era Quartet con il seguente programma: Quartetto per archi in do Maggiore K465 “Dissonanze” di W.A. Mozart
Quartetto per archi n. 3, op. 59 “Razumovsky” di L. van Beethoven
E’ gradita la prenotazione, ingresso con offerta libera
Alle ore 11.00 avrà luogo la conferenza “Ospedali di guerra dell’Isontino”
A seguire, alle ore 12.15 Inaugurazione con taglio del nastro e visita alla cellula ecomuseale “Ospedali di guerra dell’Isontino”
Alle ore 18.00 avrà luogo il concerto “Viaggio in Italia. Sulle orme di Byron” a cura di Lettur&Note.
Paolo Mutti, voce recitante – Concerto delle Muse: Katarzyna Solecka, violino – Cristina Vidoni, violoncello
George Gordon Byron arriva in Italia nel 1817. Tra Venezia, Ravenna e Pisa trasforma l’auto-esilio in una
stagione creativa intensa, intrecciando poesia, passioni e ideali di libertà.
Biglietto per il concerto 10€
A seguire vin d’honneur
Prenotazioni a info@barocco-europeo.org
Tutte le info su www.barocco-europeo.org
Alle ore 16.30 avrrà luogo, nell’orangerie della villa, il concerto “America 1” a cura dell’Associazione Musicale Sergio Gaggia.
Lucio Degani, violino; Andrea Rucli, pianoforte
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita avrà luogo una dimostrazione della segheria alla veneziana alimentata dall’energia idrica, dei macchinari antichi, e degli strumenti di lavorazione artigianale del legno. Si offrono inoltre un laboratorio in cui i visitatori potranno fare esperienza in prima persona degli strumenti antichi e delle attività creative per i bambini che permetteranno di scoprire la tradizione della lavorazione del legno in modo sicuro.
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Nel corso della giornata sarà presente il prof. Raffaele Testolin, Presidente della Società Agricola Contessa Florio, che accompagnerà gli ospiti alla scoperta del patrimonio agrario e dei suoi prodotti.
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Alle ore 18:00 avrà luogo la conferenza “La mela e il territorio. Storia e cultura di un frutto friulano” a cura dell’Accademia della Cucina Italiana.
Si rinnova la collaborazione con la delegazione di Udine dell’Accademia della Cucina Italiana, che ci accompagna in un percorso di conoscenza e valorizzazione dei prodotti agricoli del Friuli Venezia Giulia.
Ingresso libero, è gradita la prenotazione
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita si potrà visitare, nell’annesso rustico, la Mostra “Piante verdi e piante di pietra” dedicata alle prime incisioni scientifiche dei fossili vegetali dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti.
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita avrà luogo una esposizione (con assaggini) di prodotti agricoli di qualità dalle colline circostanti La Brunelde.
Info nel sito www.labrunelde.it
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita nella giornata del Festival sarà possibile effettuare la degustazione di 3 vini pressi il Wine Bar Giardini di Ritter de Záhony.
€ 5.00 a persona più € 10.00 per la visita.
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita avrà luogo una esposizione di prodotti agricoli del territorio.
Azienda Agricola La Mel di Pozzar Sabina produce confetture verdure in agrodolce, nettare di frutta Fiumicello
Azienda Agricola Bosco Isonzo di Pozzar Giuliano produce vino e farina Fiumicello
Il miele di Panacride di Elena Pianura di Ruda
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita avrà luogo una dimostrazione della segheria alla veneziana alimentata dall’energia idrica, dei macchinari antichi, e degli strumenti di lavorazione artigianale del legno. Si offrono inoltre un laboratorio in cui i visitatori potranno fare esperienza in prima persona degli strumenti antichi e delle attività creative per i bambini che permetteranno di scoprire la tradizione della lavorazione del legno in modo sicuro.
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La casa e studio Valle a Udine è un complesso formato da due case adiacenti parti di un lotto gotico nel centro storico di Udine e comprendente all’interno un giardino con una terza casa isolata. La casa principale di tre livelli con una superficie totale di 470 mq è posta all’angolo tra la storica Piazza Primo Maggio –ai piedi del colle del castello di Udine- e Via Giovanni da Udine. È un edificio di tre piani con un portico sull’angolo ed è occupato al piano terreno dallo Studio Valle Architetti Associati e al primo e secondo livello da una prima abitazione. Il nucleo della casa risale al 1530 circa con successive aggiunte sette-ottocentesche tra cui un corpo di fabbrica rivolto verso il giardino che forma un ampio terrazzo di 50 mq al primo piano. La seconda casa è un edifico settecentesco di tre piani che si affaccia su Via Giovanni da Udine con una superficie totale di 180 mq ed è collegata internamente alla casa principale su tutti e tre i livelli. Vi sono due scale principali: una per la parte cinquecentesca accessibile dal portico e che connette tutti i livelli con la strada; una per la parte ottocentesca che connette tutti i livelli con la strada e il giardino interno. Il giardino posto a sud delle due case e affacciato su Piazza Primo Maggio è un uno spazio storico con alberi monumentali di circa 700 mq. Su di esso si apre una casa isolata ottocentesca di due piani con una superficie totale di di 130 mq.
La casa sembra cresciuta come un’aggregazione di corpi aggiunti nel tempo che gravitano attorno al giardino. In realtà questa stratificazione è apparente perché frutto di un progetto unitario di riuso. Le case e il giardino furono acquistate nel 1970 dall’architetto Gino Valle, mio padre, che le ristrutturò, le unì internamente in un’unica residenza al primo e secondo piano, lasciando il livello terreno per il proprio studio. Il giardino fu sistemato da Ippolito Pizzetti negli anni Ottanta. Le case principale e secondaria sono state ulteriormente ristrutturate nel 2017 e sono ad oggi occupate rispettivamente da Piera Ricci Menichetti Valle e Pietro Valle, per quanto sono rimaste internamente collegate. La proprietà di tutti gli immobili e del giardino è di Pietro Valle.
La ristrutturazione di Gino Valle ha liberato tramezzi e suddivisioni formando un ambiente spazialmente continuo sottolineato dai pavimenti di legno e dai muri tinteggiati di bianco. Anche gli esterni e i serramenti di legno storici recuperati sono tinteggiati di bianco e fanno da sfondo al murale dell’artista Carlo Ciussi che sottolinea la presenza del portico sulla piazza. La casa è considerata dalla critica architettonica internazionale un esempio di riuso del patrimonio passato attuata in un periodo precedente alla riscoperta dei centri storici.
Il senso di una crescita casuale percepibile nell’insieme degli edifici è accentuato dall’informalità dell’arredo interno che vede l’accostamento di elementi diversi aggiunti nel tempo. Essi sono tutti pezzi “d’affezione”: oggetti storici di design, opere d’arte moderna, singoli frammenti emersi da regali di famiglia e acquisizioni da collezionista. Tra essi troviamo quadri, arazzi e sculture di Lichtenstein, Burri, Afro, Radice, Boetti, Stella, Warhol, Buren, Matta-Clark, Ciussi, Zigaina, Pellis, Buzzati, Ceroli nonché stampe di Piranesi e Magritte. Vi sono diversi pezzi d’arredo storici di Hoffman, D’Aronco, Sello, Terragni, Bertoja e Giò Ponti.
L’archivio contiene l’intera opera dell’architetto Gino Valle (1923-2003), considerato uno dei maestri dell’architettura italiana del Novecento e del padre Provino Valle (1887-1955) anch’egli architetto. L’archivio di Gino Valle consta di 40.000 disegni originali, 1500 fotografie (stampe originali e negativi di fotografi come Fulvio Roiter, Ugo Mulas, Italo Zannier, Carla de Benedetti, Giovanni Chiaramonte, Gabriele Basilico), 2000 diapositive, 15.000 riviste di architettura storiche. L’archivio di Provino Valle consta di 8.000 disegni, e 2500 foto e negativi originali d’epoca. La libreria di Provino e Gino contiene circa 10.000 volumi di architettura tra cui alcune edizioni storiche dei trattati di Palladio, Durand, Rondelet e Letarouilly.
La casa, studio, giardino e archivio Valle formano un unicum ambientale e insediativo che si vuole preservare nella sua configurazione informale cresciuta nel tempo.
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita avrà luogo una esposizione (con assaggini) di prodotti agricoli di qualità dalle colline circostanti La Brunelde.
Info nel sito www.labrunelde.it
La Brunelde è una Casaforte di origine duecentesca, sorta su preesistenze romane, oggi in veste di Villa Cinquecentesca. Conserva intatti travi a vista, muri in pietra, affreschi, pavimenti del ‘500 e arredi originali, dove rivivere un’atmosfera medievale.
Si visitano la chiesetta di famiglia, il parco e la residenza dei conti d’Arcano (che tutt’ora ivi risiedono), con la cucina antica dotata di girarrosto a peso funzionante, la sala da pranzo con la collezione di peltri e alabarde, la caminata con il grande camino e gli scacchi bianchi e rossi, il saloncino con i ritratti degli antenati, lo studiolo con l’archivio storico e l’albero genealogico e tanti oggetti strani e curiosi.
La visita prosegue nella parte dove un tempo c’erano la canipa e il granaio, oggi ristrutturati in sale, salone della Giustizia e suite, a disposizione degli ospiti per feste e soggiorni.
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita avrà luogo una dimostrazione della segheria alla veneziana alimentata dall’energia idrica, dei macchinari antichi, e degli strumenti di lavorazione artigianale del legno. Si offrono inoltre un laboratorio in cui i visitatori potranno fare esperienza in prima persona degli strumenti antichi e delle attività creative per i bambini che permetteranno di scoprire la tradizione della lavorazione del legno in modo sicuro.
Il Maglio Zuccato è un sito archeologico industriale la cui storia si dispiega tra i secoli e si intreccia a quella del territorio su cui sorge. È situato a Bannia fra la riva destra del fiume Sile e una strada romana ancora oggi visibile. Le origini del Maglio sono antiche: si racconta infatti che le fondamenta della struttura più antica, che risale al XV secolo, siano di epoca romana. La costruzione è proseguita poi nel XVII secolo, ritroviamo infatti il Maglio in una mappa del 1683 in cui compare il secondo edificio che ospitava la macina e il laboratorio di falegnameria. Nel XVIII secolo il Maglio è stato acquistato dalla famiglia Zuccato, che ancora lo abita e lo mantiene in vita. Nel corso dei secoli la struttura del Maglio è sempre rimasta fedele al suo aspetto originario; ancora oggi gli antichi archi e travi sono testimonianza della sua storia e di quella delle persone che lo hanno abitato.
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita si potrà visitare, nell’annesso rustico, la Mostra “Piante verdi e piante di pietra” dedicata alle prime incisioni scientifiche dei fossili vegetali dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti.
Palazzo De Gleria è una dimora storica del XVIII secolo situata in Carnia a Povolaro, frazione del comune di Comeglians; unico esempio di villa Veneta presente nel territorio carnico. L’edificio è stato costruito da una famiglia di commercianti (cramars) e banchieri che alternavano la residenza tra Monaco di Baviera e la Carnia per cui presenta una interessante mescolanza di stile architettonico veneto e bavarese . Il prospetto principale è caratterizzato dal portale d’ingresso e dalle soprastanti aperture in asse. Il portone ligneo , con sopraluce in ferro, è circondato da una cornice in pietra ad arco a tutto sesto. Sull’apice della chiave di volta , è presente uno scudo nel quale sono scolpite le iniziali del primo proprietario B(iasio) D(e) G(leria) , la data di costruzione dell’edificio “1768” ed il simbolo dei cramars. Ai lati della porta finestra sotto il timpano si trovano 2 quadranti di orologio di cui uno dipinto, da cui il nome anche di “Casa degli orologi”.
L’interno è compartito secondo lo schema tradizionale delle Ville venete con salone passante e stanze laterali. Al piano terra esiste un vasto ambiente con soffitto a volte già adibito a fondaco . Al primo piano è conservata una tipica cucina carnica settecentesca con focolare centrale ed arredi. Al secondo piano si conservano alcune stanze con pavimentazione a terrazzo Veneto . L’edificio è circondato da cortile d’ingresso con selciato settecentesco e giardino all’italiana con arredi di pietra originali. Nel piccolo borgo si possono ammirare altri edifici della stessa epoca.
L’immaginifica geografia di Paolo Rumiz attraversa Alpi e Appennini come un’unica nave in movimento. Le sue parole si intrecciano al suono estemporaneo dell’handpan, tra variazioni e paesaggi interiori mutevoli.
Biglietto per il concerto 10€ – per la degustazione 10€
Prenotazioni a info@barocco-europeo.org
Tutte le info su www.barocco-europeo.org
Siete pronti a esplorare un nuovo approccio alla longevità che fonde saggezza ancestrale e scienza moderna? Ci attende un percorso affascinante, guidato da esperti di fama internazionale, che mette in discussione le convinzioni comuni e rivela un segreto supportato da solide ricerche: la qualità della nostra respirazione e la salute orale sono i custodi primari e potenti della vitalità cellulare.
Sarà con noi uno degli autori, il prof. Antonio Secchi di Milano, con più di 260 pubblicazioni all’attivo su riviste internazionali. Si occupa di Diabetologia, Obesità e Trapianti d’organo.
Prenotazioni rispondendo a questa mail (mailto:presidente@associazionelaprora.it)
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Alle ore 18:00 avrà luogo la conferenza “La mela e il territorio. Storia e cultura di un frutto friulano” a cura dell’Accademia della Cucina Italiana.
Si rinnova la collaborazione con la delegazione di Udine dell’Accademia della Cucina Italiana, che ci accompagna in un percorso di conoscenza e valorizzazione dei prodotti agricoli del Friuli Venezia Giulia.
Ingresso libero, è gradita la prenotazione
Prenotazione obbligatoria su: visit.declaricini.it
Villa de Claricini Dornpacher si trova a Bottenicco di Moimacco, piccolo borgo rurale alle porte di Cividale del Friuli.
Fu edificata intorno alla metà del sec. XVII dalla famiglia de Claricini Dornpacher e dal 1971 è sede della fondazione omonima istituita per volere della contessa Giuditta de Claricini, ultima propietaria della villa, con lo scopo di conservarne il patrimonio avito e promuovere studi e manifestazioni culturali. Il complesso comprende la grande casa dominicale, la chiesa e annesse dipendenze.
La villa, pur caratterizzata dai tratti distintivi della villa veneta, mantiene lo sviluppo orizzontale proprio della casa colonica friulana. Gli ambienti interni conservano il mobilio originale, una ricca biblioteca con oltre 5.000 volumi, quadri e stampe, la collezione di tessuti antichi e ricami della contessa.
La villa si apre su un magnifico giardino all’italiana e sul parco con gruppi di essenze secolari di faggi, cedri, abeti e lecci. Fa da cornice e circonda la villa il vigneto aziendale dal quale si produce il vino de Claricini custodito nella cantina che affianca la villa.
Villa del Torre è una villa settecentesca privata, è situata nel cuore della pianura isontina e la sua struttura si ispira a quella delle ville venete.
La villa sorge al centro di Romans d’Isonzo nella zona orientale del nucleo storico del paese esattamente lungo la via principale. Venne edificata dai baroni Lottieri di Gradisca d’Isonzo agli inizi del XVIII sec., ma la loro permanenza a Romans fu tanto breve, che nei primi anni del 1800 un ramo dei del Torre, nobile famiglia friulana proveniente da Cividale, ne acquistò una parte per ivi insediare le proprie attività, tra cui quella agricola.
Nel corso del XX secolo Giuseppe del Torre divenne proprietario anche del corpo centrale della villa salvandolo dallo stato di abbandono, in cui versava a causa del primo conflitto mondiale e della trascuratezza dei precedenti proprietari. Fu proprio Mario del Torre, figlio di Giuseppe a iniziare un fedele restauro dell’immobile mantenendo e ripristinando l’assetto originale del complesso vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli-Venezia Giulia.
Dal punto di vista architettonico la villa mostra una evidente impronta neoclassica con numerose reminiscenze della tipologia veneta e alcuni rimandi tipici dell’influenza mitteleuropea. Contorna la proprietà un parco di sei mila metri quadrati perimetrato da un muro di cinta in pietra recentemente restaurato, all’interno del quale sono presenti piantumazioni risalenti anche al XVIII sec.
L’impianto della casa, originariamente rurale, parrebbe seicentesco, sulla base dell’analisi della volta posta sopra le scale in pietra, che da terra portano al primo piano. L’edificio fu completamente rimaneggiato nel corso del XIX secolo, per adattarlo alle esigenze dei vari proprietari che si susseguirono nel tempo, attraverso la realizzazione di pertinenze e annessi agricoli (granaio, stalla, fienile). Attorno al 1850 la proprietà era ancora intestata alla famiglia Della Donna, possessori di numerosi immobili e terreni in Valvasone e nei comuni limitrofi.
L’attuale giardino all’italiana risale al 1936 ed è composto da aiuole delimitate da siepi di bosso, risalenti all’epoca. L’ingresso della villa è enfatizzato dalla presenza di un breve viale d’ingresso caratterizzato dalla presenza di 4 tigli, piantumati nei primi anni del ‘900. Nel giardino sono presenti alberi secolari di pregio, quali un osmathus fragrans, una sophora japonica pendula ed una magnolia grandiflora. Sul retro della villa è presente un gelso secolare, l’orto in cassoni, coltivato con il metodo sinergico ed una recente zona a frutteto, piantumata con varietà antiche.
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Nel corso della giornata sarà presente il prof. Raffaele Testolin, Presidente della Società Agricola Contessa Florio, che accompagnerà gli ospiti alla scoperta del patrimonio agrario e dei suoi prodotti.
In occasione del Festival, la Fondazione Attilio Maseri propone due visite guidate alla scoperta di Villa Florio Maseri: alle ore 10:30, a cura di Davide Sartori, e alle ore 15:30, a cura di Chiara Biscaro.
Villa Florio Maseri, situata nel cuore di Persereano, frazione di Pavia di Udine, è una raffinata dimora storica friulana che unisce eleganza architettonica e memoria culturale. Il complesso, risalente tra XVII e XVIII secolo secondo le diverse fonti, comprende la casa padronale, le barchesse, i rustici, la cappella di famiglia dedicata a Sant’Ignazio di Loyola e il giardino retrostante, testimoniando la tipica organizzazione della villa di campagna veneta-friulana.
Nata come residenza estiva della famiglia Florio, la villa era legata anche alla vita agricola del territorio, in particolare alla produzione vinicola, come suggerisce la presenza della cantina seminterrata. Oggi Villa Florio Maseri conserva il fascino della sua storia ed è anche un luogo di valorizzazione culturale, collegato alle attività della Fondazione Attilio Maseri e a iniziative di studio e restauro che ne rinnovano il ruolo nel presente.
Villa Gallici Deciani è una spettacolare dimora di stile veneziano del XVII secolo, che si trova nel Friuli collinare a nord di Udine, in uno scenario perfetto per matrimoni, eventi esclusivi e incontri culturali e mondani. Inserito in uno splendido paesaggio tra colline, viti, ulivi e pascoli, con l’incantevole sfondo delle Alpi, il sito è ricco di storia e di ricordi familiari. La Villa, il Parco ricco di imponenti piante monumentali e il Giardino segreto dell’oratorio offrono, con le loro eleganti atmosfere alla Downtown Abbey, uno scorcio autentico dell’ambiente friulano dei secoli passati.
Le visite, guidate personalmente dall’attuale proprietario, discendente della famiglia Deciani, offriranno ai visitatori un’esperienza indimenticabile.
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita avrà luogo una esposizione di prodotti agricoli del territorio.
Azienda Agricola La Mel di Pozzar Sabina produce confetture verdure in agrodolce, nettare di frutta Fiumicello
Azienda Agricola Bosco Isonzo di Pozzar Giuliano produce vino e farina Fiumicello
Il miele di Panacride di Elena Pianura di Ruda
Foliage nel parco botanico di Villa Iachia
Villa Iachia è una dimora storica fondata nel XVIII secolo situata nel Comune di Ruda (UD), a pochi chilometri dalla città romana di Aquileia e da Gorizia. Tra il 1870 e il 1880 Giacomo Davide Iachia creò un’azienda agricola che divenne una delle più importanti della zona. Oggi Villa Iachia è stata riconvertita in attività turistico-ricettiva. La famiglia Iachia, proprietaria della Villa da più di duecento anni faceva parte dell’alta borghesia della città di Trieste. Giacomo Iachia sposò infatti Jole Vivante, l’ultimogenita di Giuseppe Vivante e Natalia Schmitz, sorella del celebre scrittore Italo Svevo. Con i suoi quattordici ettari, quello di Villa Iachia è il più grande parco privato del Friuli Venezia Giulia con due trincee della Prima Guerra Mondiale, ancora ben conservate.
Alle ore 16.30 avrrà luogo, nell’orangerie della villa, il concerto “America 1” a cura dell’Associazione Musicale Sergio Gaggia.
Lucio Degani, violino; Andrea Rucli, pianoforte
Costruita nel XVII sec. per conto della famiglia Lovaria che tuttora vi abita rappresenta un esempio della fusione degli stili della villa padronale friulana e della villa veneta con prospetto allungato e centralmente un timpano sorretto da lesene.
Gli interni sono caratterizzati da un apparato decorativo neoclassico dei primi ‘800. Posteriormente alla villa ampio parco e giardino all’italiana.
Recentemente è stata oggetto di interventi di manutenzione che hanno riportato alla luce l’affresco dello stemma nobiliare incluso nel timpano di facciata.
Il complesso dominicale è costituito dall’edificio principale che, con gli annessi rustici laterali, forma un impianto planimetrico irregolare a “C” che racchiude il cortile d’onore con un platano secolare. Nel 1800 la villa passò al ramo spagnolo della famiglia, i quali apportarono modifiche sia alla facciata che all’interno per adattare le semplici forme dell’edificio originario alle esigenze e al gusto dei nuovi proprietari.
La dimora è un tipico esempio architettonico in cui sono fusi il modello della casa padronale friulana con quello della villa veneta patrizia con il prospetto contrassegnato da un forte linearismo.
Il corpo principale è articolato su tre piani, la pianta allungata è raddoppiata in larghezza e presenta un salone centrale passante, mentre sul lato anteriore destro è collocato lo scalone. La parte centrale della facciata principale è delimitata da due lesene poggianti su piedistalli ed è caratterizzata da un frontone triangolare, leggermente aggettante, ornato nei suoi vertici da elementi in pietra.
Nella parte posteriore si trova il parco di ca. 20.000 mq. nel quale si possono ammirare una luminosa limonaia e numerose piante secolari su cui domina un maestoso Cedrus deodara (circonferenza fusto 590 cm. altezza 30 m.) catalogato, per età e dimensione, tra gli alberi monumentali della regione.”
Costruita verso la metà del Seicento dai Mangilli, una famiglia di mercanti originari della Lombardia, fu ristrutturata nel secolo successivo.
Alla villa si accede dal cancello in ferro battuto fra due pilastri in conci di pietra sormontati da anfore che declinano ai lati in due volute. Sul giardino, superate le due peschiere semicircolari, s’affacciano le due barchesse e la villa, preceduta da una scalea balaustrata. Il portale d’ingresso reca al di sopra di un eleborato architrave lo stemma della famiglia Mangilli e i comignoli sono abbelliti da pinnacoli cuspidati.
Sulla strada è visibile la cappella dedicata alla Natività di Maria, eretta nel 1676 e ristrutturata nell’Ottocento.
Alle ore 11.00 avrà luogo la conferenza “Ospedali di guerra dell’Isontino”
A seguire, alle ore 12.15 Inaugurazione con taglio del nastro e visita alla cellula ecomuseale “Ospedali di guerra dell’Isontino”
Alle ore 16.00 avrà luogo il concerto del New Era Quartet con il seguente programma: Quartetto per archi in do Maggiore K465 “Dissonanze” di W.A. Mozart
Quartetto per archi n. 3, op. 59 “Razumovsky” di L. van Beethoven
E’ gradita la prenotazione, ingresso con offerta libera
Villa Marchese de’ Fabris è la splendida dimora risalente alla fine del Seicento, realizzata per volere del Marchese Ottavio de’ Fabris in occasione del suo matrimonio con la contessa Savorgnan.
Un’incantevole villa, affascinante e accogliente, circondata dalla verde campagna goriziana e dai suoi rigogliosi vigneti, offre uno splendido colpo d’occhio al visitatore per rapire il suo sguardo e portarlo in una dimensione rarefatta, ricca di suggestioni e di eleganza.
Il Giardino all’italiana avvolge il visitatore con i suoi alberi secolari, i roseti e la fontana centrale. Di fronte, il corpo centrale impreziosito da una doppia scala in pietra e attorno gli edifici della proprietà con a fianco la cappella consacrata intitolata a S. Antonio con altare ligneo di fattura ungherese.
Sotto la scala un ampio porticato che ospita un mosaico con lo stemma di famiglia.
Salendo le scale esterne si accede al salone delle feste con pavimento in seminato veneziano di colore grigio chiaro e grigio scuro, le pareti decorate in gradazioni di rosa antico con preziosi stucchi bianchi e un antico ritratto del Re di Polonia.
Allo scoppiare della prima guerra mondiale, la villa venne a trovarsi sulla linea del fronte dell’Isonzo; nell’ottobre del 1915 l’edificio venne quasi completamente distrutto, perdendo tutti gli arredi interni, e nel 1916 ricostruito velocemente dall’Esercito Italiano, che fece un ospedale militare.
Dopo la disfatta di Caporetto, nell’ottobre del 1917, e fine alla conclusione della guerra, dunque per un intero anno, la villa venne utilizzata dall’esercito austroungarico sempre come ospedale militare, come risulta da una iscrizione sull’altare ligneo della cappella della villa, che ricorda come l’Imperiale e Regio ospedale di riserva di Csáktornya (attuale Cakovec) venne trasferito dall’Ungheria a Begliano, dove rimase a disposizione dei feriti del Piave.
Nel corso del tempo la sua struttura ha subito diverse mutazioni fino a quella attuale, con numerose sale, un salone delle feste, una cantina molto ampia, un prezioso sottoportico, la chiesetta consacrata, un ampio giardino davanti e un giardino all’italiana sul retro, adiacente a un vigneto.
Alle ore 18.00 avrà luogo il concerto “Viaggio in Italia. Sulle orme di Byron” a cura di Lettur&Note.
Paolo Mutti, voce recitante – Concerto delle Muse: Katarzyna Solecka, violino – Cristina Vidoni, violoncello
George Gordon Byron arriva in Italia nel 1817. Tra Venezia, Ravenna e Pisa trasforma l’auto-esilio in una
stagione creativa intensa, intrecciando poesia, passioni e ideali di libertà.
Biglietto per il concerto 10€
A seguire vin d’honneur
Prenotazioni a info@barocco-europeo.org
Tutte le info su www.barocco-europeo.org
Villa Pace si trova nel piccolo Borgo rurale di Tapogliano a pochi chilometri da Aquileia, storica città romana, da Palmanova, stellata città-fortezza veneziana, e da Cividale, capitale Medioevale del Friuli, tutti tre siti UNESCO.
Tapogliano è anche a pochi chilometri da Grado, storica spiaggia dell’Impero Asburgico.
La dimora è posta al centro di un ampio parco, chiuso ad est ed ovest da due barchesse adibite l’una a champagneria dell’azienda vinicola Perusini e l’altra all’accoglienza con appartamenti per case-vacanza.
Villa Pace è iscritta a Dimore Storiche Italiane e fa parte delle migliaia di residenze private che in Italia attirano ogni anno un numero di visitatori quasi paragonabile a quello dei musei pubblici e che assieme ad essi rendono prezioso ed unico il nostro paese.
Di forma cubica, chiusa ai lati da torri angolari che caratterizzano molte ville nobiliari sul confine orientale, fu costruita nella metà del seicento per volontà di Carlo Maria Pace v. Friedensberg, Feldmaresciallo dell’imperatore Leopoldo I e restaurata a metà del Settecento da un altro Carlo Maria Pace. Villa Pace è sempre rimasta proprietà della famiglia che la costruì e conserva gran parte degli arredi originali, anche se venne parzialmente saccheggiata al passaggio del fronte nel corso della Prima e della Seconda Guerra Mondiale.
Il restauro, a cui la villa è stata sottoposta negli ultimi dieci anni, ha permesso il recupero degli spazi originari e di straordinarie pitture murali Settecentesche, che sono le più antiche raffigurazioni note in Italia dei viaggi del capitano James Cook.
Uno degli eventi del Festival delle Dimore Storiche del FVG in sinergia con la Festa dell’Agricoltura – Coltiviamo la Cultura.
Durante gli orari di visita nella giornata del Festival sarà possibile effettuare la degustazione di 3 vini pressi il Wine Bar Giardini di Ritter de Záhony.
€ 5.00 a persona più € 10.00 per la visita.
Nell’XI secolo, il Monastero Benedettino di Santa Maria, da cui il borgo prese nome, aveva vasti possedimenti e assunse sempre più un posto di rilievo nella storia del territorio di Aquileia, influenzando le sorti religiose, economiche e sociali di tutte le aree circostanti.
Nel 1782 il complesso ecclesiastico venne venduto alla famiglia Cassis Faraone che trasformò il Monastero Benedettino in villa- fattoria.
Nel 1850, la tenuta venne acquistata dalla famiglia di Giulio Ettore Ritter de Záhony, originaria di Francoforte sul Meno. Il Barone e Ritter de Záhony insieme al figlio Eugenio, trasformarono la tenuta di Monastero in una società agricola innovativa, dedita alla ricerca e sperimentazione di nuove tecniche di gestione della viticoltura e della produzione vivaistica di barbatelle (un milione e mezzo l’anno) esportate in tutto l’impero Austroungarico.
Indubbiamente il successo del vino del Barone Ritter de Záhony fu favorito anche dall’unione della figlia Elvine, con il Conte Theodor de la Tour, esponente di un’antica e nobile famiglia francese di religione cattolica. Infatti, nel 1877, ai novelli sposi il padre di Elvine diede in dote il consistente appezzamento terriero di Russiz, tra dolci declivi nel cuore del Collio Goriziano.
La storia dell’antica famiglia Ritter de Záhony è impressa nella storia del territorio per le attività industriali d’eccellenza. A Gorizia, dove i Ritter lavoravano il cotone e la seta, costruirono nella colonia operaia di Straccis. A Trieste Giovanni Cristoforo Ritter de Zahony fu tra i soci fondatori delle Assicurazioni Generali e ne divenne il primo Presidente.
La residenza di Monastero ad Aquileia si aprì a una serie di ospiti illustri che fra il 1863 e il 1915 lasciarono la loro firma sul »Diario di Famiglia«. Fra essi l’Arciduca Carlo Ludovico, ospitato la notte del 2 agosto 1882 quando si trovava ad Aquileia per inaugurare il neonato C. R. Museo dello Stato; l’Arciduca Ranieri, governatore del Lombardo-Veneto, ospite d’onore di un tè pomeridiano celebrato dalle cronache locali nel 1890; infine Federico Augusto di Sassonia, che nel 1910 vi giunse in automobile da Trieste.
I valori trasmessi dalla famiglia Ritter de Zahony, sono arrivati inalterati attraverso i secoli a Guido Federico Rossignoli che gestisce direttamente l’azienda di famiglia con un credo che permette la continuità di un lavoro, dove le uve vengono lavorate in cantine all’avanguardia, in continuo dialogo con il territorio.
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